Archivio De Bellis

"Un ritrovamento fortuito..."

L’archivio teatrale “De Bellis” viene alla luce dopo il ritrovamento fortuito, in una piccola stanza chiusa dagli anni ’40, di un baule al cui interno, intatto come se il tempo non fosse mai passato, numerose testimonianze di vita e di opere di Niccolò De Bellis, figura misteriosa e affascinante che ha lasciato tracce delle sue molteplici attività in campo teatrale, giornalistico ed editoriale nei primi del ‘900.

"Un archivio di interesse culturale"

L’archivio, grazie al lavoro della Dott.ssa Maria Pia Pontrelli della Soprintendenza Archivistica per la Puglia, viene di dichiarato di importante interesse culturale con decreto ministeriale il 19 gennaio del 2012.

"Un intellettuale meridionale del Novecento..."

Per i quaderni della Soprintendenza Archivistica nel 2016 viene pubblicata dalla Stilo Editrice, attraverso l’analisi di documenti d’archivio e con il contributo di saggi specialistici di natura diversa, una monografia che traccia il profilo di un autore fino ad oggi poco noto, un intellettuale meridionale dei primi anni del Novecento.

"Niccolò De Bellis: giornalista, insegnante e drammaturgo"

Nato ad Acquaviva delle Fonti nel 1897, Niccolò De Bellis intraprese nella sua breve vita la carriera di giornalista, di insegnante e drammaturgo; viaggiò moltissimo in Italia e all’estero, proiettato verso le grandi città italiane (Roma, Milano e Firenze) e straniere (Parigi), all’epoca centri della cultura europea. Durante i suoi viaggi, il De Bellis ebbe la fortuna di arricchirsi culturalmente e di avere contatti con personaggi di rilievo in campo letterario, artistico, musicale, teatrale quali Gabriele D’Annunzio, gli attori teatrali Maria Melato, Tatiana Pavlova, Paola Borboni e moltissimi altri. Emerge il ritratto di un personaggio originale, sempre mosso dalle proprie passioni.
L’archivio è custodito da Giuseppe Domenico Netti, pronipote di Niccolò De Bellis, nello stabile che ospita l’Associazione Cafè 1799 ed il Club 1799, casa natia del De Bellis.

“La prima produzione di biocarburante dalle morchie delle olive in Italia nel 1929”

L’archivio conserva anche una sorprendente relazione al Ministero dello Sviluppo Economico del 1929 redatta dal Dott. Eustachio De Bellis, padre di Niccolò nonché medico chirurgo, sindaco di Acquaviva delle Fonti e capogruppo nei primi del ‘900 dei Socialisti presso la Provincia di Bari. La relazione descrive la produzione di carburante ricavato dalla lavorazione della morchia (scarto della lavorazione delle olive) messa in opera, per la prima volta in Italia, dallo stesso Dott.
De Bellis presso alcune distillerie ad Acquaviva delle Fonti.